Sunday, September 18, 2005
un italiano ciompo [dans la solitude des appartements]

dans la solitude des appartements
La coppia trovo' la casa in cui avrebbe vissuto per poco piu' di due anni nel vecchio centro veneziano [di Pola]: "una stanza ammobiloiata con cucina, fra pentole, padelle e bricchi", al secondo piano di una palazzina in stile asburgico di recente costruzione, in via giulia 2, a pochi passi dalla Berlitz [dove insegnava inglese]. L'appartamento ando' bene per le prime due settimane di novembre quando la temperatura era ancora abbastanza mite da permettere alle zan zare o musati, come si chiamano in dialetto locale, di tormentare Joyce, il quale cercava disperatamente di scacciarle con la fiamma di una candela riuscendo soltanto ad attrarne di piu', tanto che scrisse al padre: "il tempo qui e' bello, e' estate ma sono tormentato dalle zanzare tutta la notte". Tuttavia il bel tempo non duro' a lungo e con il sopraggiungere di un inverno particolarmente rigido l'appartamento, sprovvisto di stufe e di cucina a legna, si rivelo' freddo, umido e malsano. (...) Non c'e' da meravigliarsio che Joyce usasse riferirsi al suo appartamento come a "una siberia navale".
Inizialmente la sua conoscenza dell'italiano colto era, come disse il suo amico Alessandro Francinio Bruni "stran[a], stracc[a] convien dire meglio che stran[a], un italiano ciompo pieno di trafitte [...]. Era, in ogni caso, una lingua morta che veniva ad unirsi alla babele di quelle lingue vive di quella bolgia di sciaurati"
John Mc Court, gli anni di Bloom
tartito da ---gallizio
all'epoca ciompa dans la solitude standing
permalink