Friday, September 30, 2005
intorno alla casa

«Se avessi un tantino di giudizio, mi dovrei davvero
preparare a quel ristagno definitivo della lingua, voglio dire della penna, che
è nell’ardore de’ miei voti: a quel silenzio, che farà la migliore delle opere».
«Vagava nella casa: e talora dischiudeva le gelosie d’una finestra, che il sole entrasse, nella grande stanza. La luce allora incontrava le sue vesti dimesse, quasi povere: i piccoli ripieghi di cui aveva potuto medicare, resistendo al pianto, l’abito umiliato della vecchiezza. Ma che cosa era il sole? Quale giorno portava? sopra i latrati del buio. Ella ne conosceva le dimensioni e l’intrinseco, la distanza dalla terra, dai rimanenti pianeti tutti: e il loro andare e rivolvere; molte cose aveva imparato e insegnato: e i matemi e le quadrature di Keplero che perseguono nella vacuità degli spazi senza senso l’ellisse del nostro disperato dolore.
Vagava, nella casa, come cercando il sentiero misterioso che l’avrebbe condotta ad incontrare qualcuno: o forse una solitudine soltanto, priva d’ogni pieta' e d’ogni imagine. Dalla cucina senza piu' fuoco alle stanze, senza piu' voci: occupate da poche mosche. E intorno alla casa vedeva ancora la campagna, il sole».
Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore
tartito da ---gallizio
all'epoca pirobutirrica della meccanica antifilosofa
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