Friday, January 07, 2005
Guy Debord è antiquato

Il 14 settembre 1988, Baudet ha l'idea di comunicare al suo entourage
la sinossi di un libro di un certo Günther Anders. Ne invia una copia a Debord
(Cher Guy), accompagnata da una frase d'accompagnamento nella quale scrive:
"Circa un anno fa, Floriana aveva rifiutato la brutta traduzione di un libro
scritto nella sua lingua d'origine, il tedesco, ma in un modo, ahimè,
scolastico e pedante (Günther Anders: Die Antiquiertheit des menschen / L'uomo
è antiquato). Per quanto questo rifiuto fosse giustificato, tuttavia è
dannoso ignorare ciò che questo libro contiene. Ecco dunque un riassunto
molto libero del primo volume, scritto nel 1956". [il secondo volume e' qui]
Questo riassunto (pubblicato in allegato al libro di Martos) fa intravedere
che Anders anticipava di trent'anni i Commentari sulla società dello
spettacolo di Debord.
Facendo circolare questa sintesi, Baudet, grande ammiratore di Debord,
pensava di avere a che fare con un intellettuale sincero che sarebbe stato
felice di scoprire un predecessore delle sue teorie, vedendovi una prova
supplementare delle solide basi del suo pensiero.
Forse per mancanza di abilità, oppure per sottomissione, Baudet segnalava a
Debord i punti deboli del suo lavoro: "La mia terminologia non è sempre
quella d'origine, poiché una traduzione più fedele in questo caso avrebbe
considerevolmente allungato la salsa", fornendo così la fune a cui farsi
impiccare.
L'arte di eludere gli affari imbarazzanti
Il 22 settembre 1988, Debord risponde a Baudet. Il "caro Jean-Pierre" dei
giorni felici lascia il posto ad un glaciale "Jean-Pierre Baudet": "Il
riassunto molto libero della traduzione del tedesco-americano, che nel 1956
ambiva, se ho buona memoria, a sposare la metafisica con il giornalismo, e
che il grande successo del libro di Boorstin ha cacciato nell'ombra prima
che i contestatori, negli Stati Uniti degli anni successivi abbiano potuto
disporne, è in effetti ben epurato. Certamente questo Anders acquista grande
attualità se gli si fanno usare alcuni termini presi dai più recenti
commentari sullo spettacolo (1). Ma allora non bisogna dire che è un
"riassunto molto libero", che la terminologia "non è sempre quella d'origine",
e che una "traduzione più fedele" avrebbe occupato troppo spazio. È svelare
il segreto, e rischiare di togliere tutto il suo sapore alla mistificazione.
Per farne gustare tutto il lato comico, sarebbe necessario affermare all'opposto
che si tratta della più rigorosa e più onesta traduzione. E perché no? Chi
se ne frega?"
Il tedesco-americano aveva delle ambizioni, il successo di un altro lo ha
cacciato nell'ombra, i contestatori non si sono appropriati delle sue idee,
è un fallito!
Contrariamente ai matematici, per i quali la teoria è un mezzo di
conoscenza, cioè un luogo di seduzione, di competizione e di sacrifici
rituali, per Debord la teoria era il luogo abbandonato e deserto dove la
teppa si dà appuntamento per regolare i suoi conti.
Da questa risposta si comprende che Debord conosceva Anders.
Le accuse di mistificazione e di disonestà che rivolge a Baudet, dimostrano
che si è sentito messo in discussione nella sua posizione d'intellettuale dominante.
Questo lascia intendere che il libro di Anders non era sprovvisto d'interesse
e costituiva un pericolo per l'originalità di Debord.
Perché, altrimenti, una tale reazione a proposito di un libro senza successo?
credit: neurogreen
non-clonato da ---gallizio
nell'era delle debordanti bordate